*soft*ware vs. *hard*ware - punti di vista?

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Moderatore: die_z

Re: *soft*ware vs. *hard*ware - punti di vista?

Messaggiodi die_z il mar ago 04, 2009 9:47 pm

Alla base non c'è nessun disaccordo, perché quello che hai detto rispecchia esattamente quello che penso. Sono le implicazioni che ne derivano a cambiare.

Non mi è mai passato per la testa che un oggetto materiale, come l'ho chiamato, non abbia alle spalle un'idea e, per fare un parallelo, è proprio questa che viene brevettata, non certo una delle tante forme che l'idea può assumere. Quindi, sebbene la tua esposizione fosse più vicina al mondo delle idee platonico che alla molteplice realtà che ci circonda, sono d'accordo con te.
Allo stesso modo non ho nemmeno mai inteso che un software sia uno (e trino) e con un'unica forma ma, al pari tuo, riconosco l'idea che ci sta dietro (algoritmo per riprendere le tue parole) e una forma pratica, intesa come la particolare implementazione del programmatore di turno.

Seguendo il tuo argomentare, che non mette in luce differenze sostanziali tra ogetti e software, pare però perfettamente lecito brevettare l'idea che sta dietro a un software, così come si fa per altre invenzioni (e non) e per il dna delle piante (sì, sapevi/ate che brevettano pure quello?) e quello degli esseri umani (brrrr!) :shock:. INVECE non posso concordare su questo punto, perché il software, sebbene venga sempre utilizzato in una sua particolare implementazione, non si può dire abbia una forma materiale, perché qualsiasi implementazione non ha le caratteristiche per esser definita tale.

La definizione di "materiale" del Garzanti è, tra le altre:
  1. proprio della materia, avente carattere di materia; che consta di materia
  2. che riguarda la concretezza delle cose, che ha attinenza con gli aspetti fisici della realtà e della vita

La definizione di "materia" del Garzanti è:
  1. la sostanza di cui sono fatti i corpi sensibili; la sostanza particolare di cui un determinato oggetto è costituito

Può essere utile leggere anche la pagina di wikipedia sul materiale e quella sulle caratteristiche dei materiali, notando come nessuna di queste si applichi a un software[1].
Se vogliamo avvicinarci all'altra sponda, notiamo ad es. come software significhi letteralmente "oggetti morbidi" ma il senso del termine inglese deriva non tanto dalla combinazione delle due parole "soft" e "ware" quanto dalla contrapposizione con "hardware", che tradotto alla buona sta per "roba dura". Il software quindi è tutto ciò che non ha le caratteristiche di un oggetto tangibile e materiale, che è invece hardware. Per chi ancora non ne fosse convinto consiglio la lettura della parte "Overview" sulla pagina della wikipedia inglese relativa al software o almeno della Storia del software su quella italiana.[2]

Dunque, qui giunti tiro le somme di ciò che ho appena cercato di fare. Ho voluto evidenziare come tutta la differenza che porta alla distinzione tra vendita e concessione in licenza non sta nell'idea alla base di qualcosa ma nella forma che questa assume una volta implementata. Un oggetto, cioè la forma prodotta[3] dall'idea, viene venduto (non l'idea, né l'oggetto, solo un oggetto); mentre un software viene concesso in licenza... ma cosa? una sua particolare forma o l'idea? Qui non è più tanto semplice ma comunque è cosa che va al di fuori di questo topic. Nel caso del software proprietario sicuramente viene concessa in licenza una particolare forma, dato che dal codice binario non si risale (almeno non legalmente) all'algoritmo che ci sta dietro e quindi l'idea è fuori portata per il licenziatario[4].


Intanto vediamo di concordare su questo, poi possiamo analizzare le implicazioni che ne derivano. Se ci sono altri dubbi che si facciano sotto, ormai che ho scritto decine e decine di righe per questa cosa ho tutto l'interesse a chiarire l'aspetto fino in fondo e una volta per tutte.
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[1] e no, prima che vengano fuori cose assurde, ad es. il colore della GUI di un software non è il colore di un materiale! ;)
[2] per chi ha ancora un po' di tempo e voglia posso consigliare anche la lettura della pagina sul software libero della wikipedia italiana; per i più assidui c'è anche quella inglese, che inizia egregiamente con "Not to be confused with freeware.", ma questa è un'altra storia...
[3] ricordiamo il discorso sulla produzione delle copie degli oggetti? Il Garzanti definisce "produzione" come azione diretta a trasformare dei beni in altri dotati di maggiore utilità complessiva ...non stiamo cercando di applicare questo concetto al compilatore, vero? ..perché delle celle di memoria che cambiano polarizzazione al cambio del valore del bit che contengono non sono una trasformazione di beni, mi dispiace.
[4] per puro divertimento, vorrei far notare che la definizione del Garzanti del termine "licenziatario" è persona a cui è stata rilasciata la licenza per lo sfruttamento di un brevetto ...brevetto, eh? :evil:
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