I luoghi comuni del software libero

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I luoghi comuni del software libero

Messaggiodi die_z il ven lug 17, 2009 10:28 am

Sullo spunto di ac_dc, che evidenzia come all'interno di un istituto dell'istruzione pubblica si trovino preconcetti e luoghi comuni circa il software libero, apro questo topic per discuterne insieme a tutti voi.

Qui possiamo parlarne liberamente, proporre interrogativi, dare risposte, segnalare link interessanti da leggere e qualsiasi altra cosa ci venga in mente sul tema.
In futuro, se il risultato sarà interessante, potremmo anche organizzare il materiale prodotto e raccolto in una dispensa da tenere sotto mano e proporre quando qualcuno si trova nella comprensibile difficoltà di capire veramente che cos'è il software libero e il perché di molte cose.

Personalmente ritengo questo argomento molto importante. Faccio presente che, per chi già ha avuto modo di comprendere e digerire lo sfondo etico, sociale e filosofico del software libero, molte cose possono risultare spesso ovvie ma, per chi ancora ha dei dubbi fondamentali, molte situazioni possono risultare ostiche e criptiche.

Diamoci da fare! ;)
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24/07/2009: questo topic è stato diviso e i post che originalmente seguivano si trovano ora qui
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Re: I luoghi comuni del software libero

Messaggiodi die_z il mar lug 28, 2009 12:23 am

Linux è troppo difficile

Usare un computer può essere difficile. Tutti coloro che già utilizzano un computer lo stanno facendo bilanciando le difficoltà che sono disposti a superare con i vantaggi che dal computer intendono trarre.

Microsoft Windows è un sistema operativo che propone all'utente un modello di utilizzo pre-fabbricato e che prevede una procedura guidata per gestire le attività ritenute più comuni nell'utilizzo di un computer. Per alcuni questo è sufficiente.
GNU/Linux e il software libero in generale, sono strumenti che, uniti a formare un sistema operativo, danno all'utente la libertà di scegliere come vuole utilizzare un computer. Questo può essere estremamente complicato o estremamente semplice, c'è solo da scegliere.

Fare un paragone (ad es. valutare quale tra le due soluzioni sia più difficile da usare) richiede un terreno comune su cui effettuare il paragone. Per fare questo mi avvicinerò il più possibile al caso tipico dell'utente Windows, dato che questo è anche il punto di vista da cui più frequentemente viene proposta l'osservazione citata, il famigerato luogo comune.
Prendiamo come esempio il computer sullo scaffale del supermercato, con tutti i componenti già assemblati e testati e con il sistema operativo pre-caricato, configurato e pronto all'uso. In questo caso da una parte potremmo avere Windows XP Home oppure Windows XP Pro oppure ancora Windows Vista in una delle sue tante varianti e tra poco anche Windows 7. Dall'altra parte potremmo avere Mandriva oppure Red Hat oppure Ubuntu oppure tante altre. In qualsiasi caso quello che l'utente otterrebbe al momento dell'accensione del PC è un sistema operativo che parte, si avvia in modalità grafica, tipicamente richiede un nome utente e una password e poi permette di navigare in Internet, leggere/scrivere e-mail, ascoltare musica, guardare video da CD/DVD/videocamere/webcam/ecc., chattare e telefonare, aprire e creare documenti da ufficio, giocare, studiare, programmare, fare intrusione nel sistema informatico della CIA (buona fortuna) e tanto altro (ad es. la galera)... :twisted:

Le differenze non stanno nel tipo di operazioni che si possono svolgere e non stanno nemmeno nella difficoltà che si incontra nel farlo. Tutto sta nella libertà di scegliere e questa libertà, per chi compra un PC già pronto all'uso è qualcosa che si ha in più rispetto a un sistema operativo proprietario (non solo Windows ma anche tutti gli altri e sì, Mac OS X è in cima alla lista).

Se consideriamo un caso diverso, in cui l'utente non compra un PC pronto all'uso ma cerca invece pezzi da assemblare o un PC già assemblato ma comunque senza sistema operativo, la difficoltà che si incontra è la stessa per tutti i sistemi operativi che si possono scegliere: la difficoltà vera non sta nell'installazione del sistema ma nella conoscenza di come funziona un computer, senza la quale non si potrà rispondere alle (poche e banali) domande che vengono poste dal programma di installazione. A volerla dire tutta i sistemi basati su software libero in questo caso sono addirittura più facili da installare di quelli proprietari, ma questo è un altro discorso.


Se a qualcuno è rimasto il dubbio che nel luogo comune in questione ci sia un fondo di verità posso anticipare alcune cose: a) chiedo scusa se non sono stato abbastanza chiaro, garantisco che ho ottimi motivi per dire ciò che dico e sono a completa disposizione per fugare ogni più piccolo rimasuglio di dubbio ;); b) siamo nel 2009 e i problemi del (tanto per dire) 1997 sono acqua passata 8-) ; c) quanti di quelli che dicono che "Linux è troppo difficile" hanno mai provato a usarlo per almeno un decimo del tempo per cui hanno usato Windows :geek: (tra bestemmie e telefonate all'amico per chiedere "come si fa" <- nessuno "nasce imparato")?

...alla prossima puntata!
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Re: I luoghi comuni del software libero

Messaggiodi die_z il ven lug 31, 2009 5:29 pm

non si trovano abbastanza applicativi

...generalmente chiamato "fare di tutte le erbe un fascio".

Molte persone sono portate ad analizzare le situazioni in base alla loro ristretta visuale su ambienti altrimenti molto vasti.
Il software è uno di questi ambienti: è vastissimo! Dire quindi genericamente che linux[1] non permette l'utilizzo di un numero sufficiente di applicativi significa dire anche che una qualsiasi distribuzione GNU/Linux è inutile. Risulta altrettanto evidente che un'affermazione del genere è falsa, dato che molti utenti in numerosi ambiti trovano soddisfazione e utilità in una distribuzione GNU/Linux.

Si tratta quindi di analizzare meglio la questione, trovare un metodo adeguato per isolare e differenziare ambiti più ristretti e poi giudicare ogni singola situazione in base all'ambito in cui si colloca.
Prima di tutto faccio degli esempi di cosa una distribuzione GNU/Linux offre in termini di software/applicativi[2]:
  • in ambito server[3] si trovano spesso i migliori applicativi al mondo
  • in ambito gaming (videogiochi e divertimento) la scelta è molto ampia per alcuni tipi di giochi e molto ristretta in altri, anche se ultimamente le cose stanno rapidamente cambiando e, inoltre, esistono diversi videogames proprietari che possono essere acquistati e che sono stati sviluppati anche (se non solamente) per ambienti GNU/Linux, ottenendo qualche volta anche prestazioni superiori rispetto ai corrispettivi per altri sistemi operativi non liberi
  • in ambito networking (quindi navigazione Internet, gestione e-mail, chat, ecc.) la scelta è ampia e la qualità elevata
  • in ambito multimedia (creazione/modifica di video, audio, immagini) le situazioni sono varie, da software immensamente potenti, le cui caratteristiche non sono presenti nemmeno in programmi proprietari con costi che superano le migliaia di euro, alla mancanza di programmi per funzioni abbastanza comuni, come ad es. la creazione di DVD-video in modo guidato
  • in ambito office production (quindi creazione/gestione di documenti di testo, fogli di calcolo, applicazioni su dabatase, presentazioni, ecc.) la scelta è ampia, la qualità elevata e l'inter-operabilità gode di particolare attenzione[4][5][6]
  • ...
Si potrebbe continuare con molti altri esempi e ognuno avrà sicuramente a disposizione casi specifici che ha incontrato, ad es. ac_dc nella ricerca di software nell'ambito dell'elettronica.
Un appunto generale che rimane da fare riguarda però i protocolli e i formati di file non liberi, che in diversi casi non sono supportati o solo parzialmente da software libero: è fondamentale ricordare che ci sono precisi motivi per cui questo accade e che la questione è in questi casi completamente slegata dalla presenza o meno di software adatti allo scopo ma che nasce da limiti legali, tecnici ed etici. Inoltre si può osservare che il mancato utilizzo di quei software che utilizzano protocolli e formati proprietari porta molto spesso, anche se non subito, a risultati qualitativamente migliori, crescita personale, risparmio di tempo, aumento della produttività e, non ultimi, maggiore sicurezza dei dati e del sistema operativo!

In conclusione, l'argomento è vasto e il luogo comune appare relativo a piccoli gruppi di persone che non hanno mai approfondito il tema, probabilmente preferendo trovare una facile scusa per non dover affrontare le difficoltà che la novità ha insite. Chi rimane attaccato alle soluzioni tecniche, specialmente quelle informatiche, senza spendere le energie necessarie per mantenere un costante aggiornamento e una continua evoluzione, è destinato a invecchiare in tutti quegli ambiti in cui non si aggiorna e, prima o poi (ma comunque abbastanza presto) a rimanere tagliato fuori dal progresso che il resto del mondo inevitabilmente impone per inerzia.

Opinione personale: la frustrazione che deriva dalla mancanza di aggiornamento[7] è molto maggiore a quella che si incontra quando, tentando di informarsi sulle novità del mondo tecnologico e informatico, ci si imbatte in ambiti nei quali si ha insufficiente esperienza.
-
[1] intendendo ovviamente uno qualsiasi dei tanti sistemi operativi, o distribuzioni, basati sul kernel Linux
[2] sono conscio del fatto che, proprio perché viene usato il termine "applicativi", l'ambito in cui questo presunto problema si manifesta è per lo più quello desktop
[3] che è di per sè un ambito molto vasto e che comprende un sacco di diramazioni più o meno specializzate
[4] non dimentichiamo che ad es. OpenOffice.org è in grado di aprire i documenti di Microsoft Office ma non vale il contrario
[5] in ambito aziendale si nota anche che l'utilizzo di OpenOffice.org garantisce la libertà di aggiornare la versione del software utilizzato e di conseguenza mette nelle condizioni di aprire anche i file creati con le ultime versioni di Microsoft Office (2007), mentre l'uso di Microsoft Office, per ottenere lo stesso risultato, costringe prima all'acquisto di numerose nuove licenze, il cui costo totale supera facilmente i 10.000€, per uffici anche di dimensioni molto modeste; uno dei risultati è che godere delle nuove funzionalità (quelle offerte dal nuovo formato Microsoft) è più facile per gli utenti di software libero (che le avevano comunque già da diversi anni in formati liberi :P) mentre risulta ostico per gli utenti di software proprietario
[6] in molti casi non è possibile scambiare file tra diverse versioni dello stesso software proprietario in sicurezza, nemmeno servendosi dello stesso formato di file: ad es. il formato "xls" di Excel 97/2000/XP, che dovrebbe essere inter-operabile almeno tra le versioni da cui prende il nome, al cambio di versione non garantisce nemmeno i valori che risultano dalle formule salvate nel foglio di calcolo :shock:
[7] che porta anche a un'altra situazione ricorrente, quella in cui si rimane indietro
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Re: I luoghi comuni del software libero

Messaggiodi zetsu il lun ago 03, 2009 10:13 pm

Uno dei motivi per cui si è ostici al passaggio è la credenza di mancanza di interoperabilità, in parte a mio avviso fondata, due esempi molto semplici:

Microsoft stessa utilizza samba per la rete, protocollo nato sotto linux per essere compatibile con smb di ms.

Tuttavia in ambito desktop vengono i nodi al pettine, come nei documenti.
Parlo per esperienza personale:

- Circa un'anno fa, un file salvato con office (2003 credo, o simile) sotto windows non riuscivo ad aprirlo correttamente sotto linux e openoffice. Il file conteneva tutta una serie di immagini fatte con frecce, cubi, cilindri, e simili. Quando lo aprivo tutte queste immagini erano in posizioni sbagliate, penso problemi di impaginazione.

- Ad oggi ho problemi (credo sempre di impaginazione) per aprire documenti da ufficio come moduli o simili, sepre da office/windows ad openoffice/linux, ma anche ad openoffice/windows.

- Tuttoggi salvando in odf file sufficentemente complessi (immagini con didascalie, ecc.) e portandoli da linux a windows e viceversa ci sono problemi (sempre impaginazione, credo) anche con la stessa versione di openoffice.

- Invece per esempio portando documenti office sul mac, ed avendo la stessa versione di office, i file appaiono perfetti.

Ancora esempi sono le pagine web, molti siti sono ottimizzati per IE, anche se le cose stanno migliorando velocemente.
Linux counter: 486118 macchine: 397489 397490 397491
IPv6 certificato newbie

[...] l'illuminismo al servizio del presente si trasforma nell'inganno totale delle masse.
T. W. Adorno
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Re: I luoghi comuni del software libero

Messaggiodi die_z il mar ago 04, 2009 10:56 pm

zetsu ha scritto:credenza di mancanza di interoperabilità, in parte a mio avviso fondata

L'interoperabilità è un ostacolo, lo è sempre stato e non è mai stato un mistero. Il fatto che invece negli ultimi 10 anni sia continuamente migliorata e stia continuando a farlo, con molta gente che si adopera per fare il possibile e avvicinare anche i mondi più lontani, è la parte interessante della realtà. Dall'altra parte non dimentichiamo che ci sono colossi dell'IT che lavorano incessantemente per rendere l'interoperabilità un'utopia in modo da salvaguardare il loro monopolio e questo non è un buon motivo per abbandonare il campo. Anzi, semmai questo è un ottimo motivo per far sentire la propria voce e iniziare a lavorare sull'interoperabilità, scegliendo software cross-platform, protocolli aperti e formati di file aperti.

Microsoft stessa utilizza samba per la rete, protocollo nato sotto linux per essere compatibile con smb di ms.

[1] Le difficoltà in ambito server sono ridotte, la situazione è più favorevole e uno dei motivi è che la base utenti Linux è grande, quindi Microsoft è commercialmente interessata a essere interoperabile.. strano che qui le cose funzionino, vero? ;)

Tuttavia in ambito desktop vengono i nodi al pettine, come nei documenti.

Ambito desktop: monopolio che Microsoft deve difendere.
Documenti: monopolio che Microsoft ha duramente perseguito e ora che l'ha conquistato non intende abbandonare.
C'è in campo gente per la quale non perdere i soldi che ricava dalle vendite di Office è una priorità e sono decenni che fa di tutto per questo.

...problemi vari...

Ti sei assicurato di non essere il responsabile dei problemi che incontri? Ad es. hai usato font che siano disponibili su tutte le piattaforme che hai testato?
Hai dei file di esempio che mostrano esattamente i problemi?
Quanti dei problemi riscontrati hai riportato sul bug tracker di OpenOffice.org?
Come mai noti un sacco di difficoltà tra Linux e Windows ma non tra Linux e MacOS, eppure ti accanisci tanto con i "problemi di interoperabilità di Linux"?

Ancora esempi sono le pagine web, molti siti sono ottimizzati per IE, anche se le cose stanno migliorando velocemente.

Questa è una sparata.
Non fa bene a nessuno confondere:
  • una cosa sono le difficoltà che i webmaster affrontano quotidianamente per sviluppare siti che vengano visualizzati egualmente bene tra i diversi browser - cosa che va comunemente sotto l'ombrello dell'accessibilità ma, volendola guardare dal punto di vista di questo ultimo discorso, si tratta pur sempre di interoperabilità
  • un'altra cosa è l'ignoranza in materia IT che caratterizza l'Italia, per cui molti siti vengono sviluppati da ragazzini (spesso parenti di chi è incaricato di commissionare il sito di turno) con FrontPage
  • altra cosa ancora è l'ignoranza media degli utenti, che non usano un browser piuttosto che un altro perché hanno un motivo, né per preferenza personale: nella maggior parte dei casi usano quello che gli capita, senza nemmeno sapere che cosa sia il browsing
Allo stesso tuo modo potrei invece dire che Linux ha conquistato il mondo e chi non lo usa per navigare morirà nel 2012 perché:
  • apache è il webserver più diffuso al mondo
  • Microsoft ha dovuto sostenere e tutt'ora sostiene una serie interminabile di cause anti-trust, tra cui le più famose sono quelle iniziate con Windows95 che forniva Internet Explorer compreso nel sistema operativo e faceva quindi concorrenza sleale agli altri browser
  • dopo diversi lustri di cause per l'inclusione sleale di Internet Explorer in Windows (95, 98, ME, 2000, XP, Vista) la prossima versione, Windows7, non fornirà IE8 come parte del sistema


Cerchiamo di essere obiettivi e di analizzare/risolvere i problemi alla radice. Lamentarsi degli effetti senza curare le cause è quello che fa chi si lamenta del costo per la reinstallazione del suo sistema operativo[2].

PS: se proprio avanza tempo, perché non cerchiamo di aiutare a sfatare luoghi comuni, invece di alimentarne altri? Non ce ne sono già abbastanza? Se ci sono dubbi su qualcosa si può aprire un topic apposito, chiedendo un dialogo.
-
[1] i protocolli sono Microsoft, smb e cifs; Samba è un'implementazione libera creata con il reverse-engineering di smb/cifs e ha avuto successo anche se Microsoft ha continuamente cercato di modificare il protocollo in modo da rendere vano tutto il lavoro del team Samba; è stato inutile perché tutte le modifiche sono state riprese da Samba e alla fine ne è risultata una suite che funziona sensibilente meglio della controparte "originale"; non tutte le funzioni basate su smb/cifs disponibili sotto Windows sono disponibili anche via Samba ma si tratta di cose ben oltre il semplice protocollo e la versione 4 di Samba ne aggiungerà molte; infine non dimentichiamo che Microsoft ha stipulato un accordo con Novell proprio circa questi protocolli e le funzionalità su di essi costruite... troppa carne al fuoco per dire semplicemente "anche Microsoft usa Samba"
[2] io non reinstallo, aggiorno e riconfiguro, da anni
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Re: I luoghi comuni del software libero

Messaggiodi fedeee il sab ago 22, 2009 4:52 pm

die_z ha scritto:
Linux è troppo difficile

Usare un computer può essere difficile. Tutti coloro che già utilizzano un computer lo stanno facendo bilanciando le difficoltà che sono disposti a superare con i vantaggi che dal computer intendono trarre.


Vero, ma l'utonto medio non è disposto a fare neanche il minimo della fatica necessaria a far funzionare le cose, figurati poi se gli cambi schemi mentali! (Che poi se uno si impegna la curva di apprendimento è cmq buona quello è un altro discorso)


die_z ha scritto:Microsoft Windows è un sistema operativo che propone all'utente un modello di utilizzo pre-fabbricato e che prevede una procedura guidata per gestire le attività ritenute più comuni nell'utilizzo di un computer. Per alcuni questo è sufficiente.


Per la stragrande maggioranza a dir la verita...
Inoltre non bisogna, IMHO, sottovalutare "l'utilizzo prefabbricato", sia esso imposto o accettato. Quando hai a che fare con Human Computer Interaction, ringrazi Iddio che ciò esista e se sei un attimino furbo cerchi di sfruttarlo.

die_z ha scritto: GNU/Linux e il software libero in generale, sono strumenti che, uniti a formare un sistema operativo, danno all'utente la libertà di scegliere come vuole utilizzare un computer. Questo può essere estremamente complicato o estremamente semplice, c'è solo da scegliere.


Un paragone un po' semplicistico se vogliamo:

MS Windows = Utilitaria media
MacOsX = Fuori serie
Linux = fascia che va da dalla cariola alla alla Formula 1

Ciò non toglie che una grande percentuale (non vorrei sparare a caso ma credo sia sopra almeno all'80%) delle persone necessità di un utilitaria (una formula 1 devi imparare a usarla e sopratutto mantenerla!!!)
Poi ovvio che c'è chi ha voglia di sbattersi e chi no, ma questi ultmi rappresentano la stragrande maggioranza! Confido che con le nuove generazioni le cose migliorino. :)

die_z ha scritto: ...cut...

Le differenze non stanno nel tipo di operazioni che si possono svolgere e non stanno nemmeno nella difficoltà che si incontra nel farlo. Tutto sta nella libertà di scegliere e questa libertà, per chi compra un PC già pronto all'uso è qualcosa che si ha in più rispetto a un sistema operativo proprietario (non solo Windows ma anche tutti gli altri e sì, Mac OS X è in cima alla lista).


Mah MacOSX è una cosa un po' a parte. Chiedere un Mac senza MacOSX è come chiedere un cellulare senza il suo SO (spesso proprietario a parte le ultime novita androidiane :D)

Per il resto siamo sempre li: quanta gente si cura delle proprie liberta e quanta se ne strafrega lasciando che siano gli altri a decidere?

Chiariamoci: è un diritto prentendere queste libertà e io lo ritengo quasi sempre fondamentale non solo in informatica. Non è un dovere e spesso per mera pigrizia o economia te ne strafreghi.

die_z ha scritto:Se consideriamo un caso diverso, in cui l'utente non compra un PC pronto all'uso ma cerca invece pezzi da assemblare o un PC già assemblato ma comunque senza sistema operativo, la difficoltà che si incontra è la stessa per tutti i sistemi operativi che si possono scegliere: la difficoltà vera non sta nell'installazione del sistema ma nella conoscenza di come funziona un computer, senza la quale non si potrà rispondere alle (poche e banali) domande che vengono poste dal programma di installazione. A volerla dire tutta i sistemi basati su software libero in questo caso sono addirittura più facili da installare di quelli proprietari, ma questo è un altro discorso.


Anche qua, mi pare che tu sopravaluti intelligenza e disponibilità dell'utonto medio :D

die_z ha scritto: Se a qualcuno è rimasto il dubbio che nel luogo comune in questione ci sia un fondo di verità posso anticipare alcune cose: a) chiedo scusa se non sono stato abbastanza chiaro, garantisco che ho ottimi motivi per dire ciò che dico e sono a completa disposizione per fugare ogni più piccolo rimasuglio di dubbio ;); b) siamo nel 2009 e i problemi del (tanto per dire) 1997 sono acqua passata 8-) ; c) quanti di quelli che dicono che "Linux è troppo difficile" hanno mai provato a usarlo per almeno un decimo del tempo per cui hanno usato Windows :geek: (tra bestemmie e telefonate all'amico per chiedere "come si fa" <- nessuno "nasce imparato")?


A meno che non siano obbigati sono pochi quelli che lo farebbero anche se gli prometti aumenti di produttività fantasmagorici. E sopratutto c'è la ricaduta della "prima difficoltà" dopo la quale molti tornerebbero rassegnati a win.

Per quando spero in una diffusione di sistemi GNU/Linux e per quanto ritengo che molti sistemi di adesso sarebbero suffcientemente maturi, ritengo anche che spesso è una questione di educazione e non è una realtà che si cambia solo con le ideologie e sopratutto in tempi relativamente brevi. Abbiamo iniziato, e questo mi fa bene sperare :). Da qui le mie speranze sulle generazioni future.
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Re: I luoghi comuni del software libero

Messaggiodi die_z il gio ago 27, 2009 6:23 pm

fedeee ha scritto:l'utonto medio non è disposto a fare neanche il minimo della fatica necessaria a far funzionare le cose, figurati poi se gli cambi schemi mentali! (Che poi se uno si impegna la curva di apprendimento è cmq buona quello è un altro discorso)

Non possiamo valutare la "difficoltà" di utilizzo di linux in base alle problemtiche relative alla migrazione da un altro sistema. Il luogo comune in questione è falso anche perché spesso si parte dal presupposto che sia necessario passare (tipicamente) da windows a linux ma questo non c'entra nulla, è tutto un altro discorso. Come effettuare una migrazione da un sistema operativo a un altro è una questione ben precisa e dipende dai sistemi in gioco, dalle conoscenze e necessità di chi deve migrare ed è, per definizione, una cosa diversa caso per caso. Quello che va sfatato è che "linux è difficile". L'eventuale esempio da prendere in esame è un nuovo utente, privo di precedenti esperienze.
So che isolare gli argomenti presenta delle difficoltà notevoli ma è una premessa fondamentale per poter sviscerare ogni argomento. Dopotutto è il procedimento scientifico: isolare un ambito il più ristretto possibile e comprenderlo a fondo. Per questo motivo l'utente pigro di mente che non vuole imparare non ci riguarda, anche perché per quell'utente qualsiasi cosa è difficile!

die_z ha scritto:Microsoft Windows è un sistema operativo che propone all'utente un modello di utilizzo pre-fabbricato e che prevede una procedura guidata per gestire le attività ritenute più comuni nell'utilizzo di un computer. Per alcuni questo è sufficiente.
fedeee ha scritto:Per la stragrande maggioranza a dir la verita...
Inoltre non bisogna, IMHO, sottovalutare "l'utilizzo prefabbricato", sia esso imposto o accettato. Quando hai a che fare con Human Computer Interaction, ringrazi Iddio che ciò esista e se sei un attimino furbo cerchi di sfruttarlo.


Non posso essere meno d'accordo. Secondo me questo è esattamente il tipo di ragionamento che porta verso l'ottusità.
Prefabbricare un comportamento non è corretto in principio. Anche se in alcuni casi in apparenza i risultati possono sembrare positivi, il principio rimane errato e quindi la visione positiva dei risultati è doppiamente fuorviante.
Unificare alcuni comportamenti o comunque trovare dei parallelismi è molto importante in tante situazioni ma la via per trovare il comportamento sul quale convergere non è l'imposizione dall'alto (ovviamente) né l'accettazione passiva di una decisione esterna. È necessario standardizzare il comportamento sulla base dell'esperienza e del consenso raggiunto dal basso: ognuno deve avere il diritto di esprimere il proprio consenso o dissenso e argomentarlo. Solo così le migliori soluzioni diventano il comportamento su cui convergere.

Appunto: molti sono usi rispondere ad argomentazioni di questo tipo notando che un simile procedimento è utopistico. Ne sono conscio ma questo non significa che non sia comunque il procedimento che ritengo più valido. Sono conscio anche del fatto che questo possa non essere applicabile nella condizione attuale, nella realtà, e anche che sia così nella stragrande maggioranza dei casi. Anche qui però devo distinguere la ricerca della soluzione migliore dalla soluzione che poi viene effettivamente applicata, perché la prima è una ricerca della soluzione mentre la seconda è una ricerca di un adattamento di una soluione a un caso reale e sono due cose complente diverse! Spero di essere stato chiaro, è importante.

fedeee ha scritto:Un paragone un po' semplicistico se vogliamo:

MS Windows = Utilitaria media
MacOsX = Fuori serie
Linux = fascia che va da dalla cariola alla alla Formula 1

Ciò non toglie che una grande percentuale (non vorrei sparare a caso ma credo sia sopra almeno all'80%) delle persone necessità di un utilitaria (una formula 1 devi imparare a usarla e sopratutto mantenerla!!!)
Poi ovvio che c'è chi ha voglia di sbattersi e chi no, ma questi ultmi rappresentano la stragrande maggioranza! Confido che con le nuove generazioni le cose migliorino. :)

No anche in questo caso.
Non tanto perché windows non sia un'utilitaria (perché per andare in piazza il più delle volte lascia a piedi), non tanto perché OSX non sia una fuori serie (è un'altra utilitaria, solo che almeno funziona decentemente), non perché linux non copra tutta la fascia (è vero).
Se l'80% delle persone ha bisogno di un'utilitaria può scegliere qualsiasi dei 3.
La formula 1 è solo un caso limite, perché prendiamo un esame proprio quello? Non è il caso tipico!
Chi ha voglia di sbattersi trova pane per i suoi denti ovunque, chi no ha modo di evitarlo in moltissimi casi e i casi in cui non lo può evitare non sono concentrati su linux.
Le nuove generazioni non miglioreranno se non migliorano quelle precedenti e argomentndo come hai appena fatto va nella direzione opposta.

fedeee ha scritto:Mah MacOSX è una cosa un po' a parte. Chiedere un Mac senza MacOSX è come chiedere un cellulare senza il suo SO (spesso proprietario a parte le ultime novita androidiane :D)

Per il resto siamo sempre li: quanta gente si cura delle proprie liberta e quanta se ne strafrega lasciando che siano gli altri a decidere?

Chiariamoci: è un diritto prentendere queste libertà e io lo ritengo quasi sempre fondamentale non solo in informatica. Non è un dovere e spesso per mera pigrizia o economia te ne strafreghi.

OSX non ha nulla di speciale e i canali attraverso i quali lo si ottiene non hanno a che vedere con il nostro discorso. Ad es. comprare un portatile senza windows è più dura che avere un apple senza macOS! E non dimentichiamo che la generazioni future attualmente usano più sistemi piratati che originali!
Chi no si cura delle proprie libertà non è un essere umano, è un idiota. È nostro assolto dovere cambiare QUESTO! Ma stiamo davvero remando contro il progresso.. e sentire questo all'interno di un LUG mi lascia quanto meno sbalordito.
Se non curarsi delle proprie libertà è economia l'idea stessa di business continuity (tanto per dirne una) ha bisogno di essere rivista e compresa a fondo! È un'economia destinata al fallimento totale fin dal'inizio!!

fedeee ha scritto:Anche qua, mi pare che tu sopravaluti intelligenza e disponibilità dell'utonto medio :D

Per favore, no. Questo è FUD. Puro e semplice FUD e si vede lontano un kilometro, anche sul monitor di un eeepc alle Maldive!

fedeee ha scritto:A meno che non siano obbigati sono pochi quelli che lo farebbero anche se gli prometti aumenti di produttività fantasmagorici. E sopratutto c'è la ricaduta della "prima difficoltà" dopo la quale molti tornerebbero rassegnati a win.

Per quando spero in una diffusione di sistemi GNU/Linux e per quanto ritengo che molti sistemi di adesso sarebbero suffcientemente maturi, ritengo anche che spesso è una questione di educazione e non è una realtà che si cambia solo con le ideologie e sopratutto in tempi relativamente brevi. Abbiamo iniziato, e questo mi fa bene sperare :). Da qui le mie speranze sulle generazioni future.

Il motivo per cui qualcuno lo farebbe non è, ancora una volta, affar nostro, perchè sarà diverso caso per caso. Inoltre la "prima difficoltà" che genera una ricaduta è sintomo di cattivo operato di chi è stato chiamato a fare informazione, sia esso l'amico di turno, il negoziante del caso o il LUG della zona. Ragionamenti come quelli che ho letto qui sono esattamente la base per un'informazione fallace e in parte il motivo per cui è importante sfatare questi miti. Sono più gli utenti che alla prima difficoltà mollano perché gli è stato detto che tanto è troppo difficile che quelli che lo fanno per altri motivi. Gli stessi utenti, rassicurati sulla funzionalità di windows (a torto, per altro) non si sono fermati di fronte a mille difficoltà per riuscire a far funzionare un banale videogame, arrivando a crakkarlo con eseguibili da sostituire, keygen, cercando su astalavista e simili.. cose che, quando si fa il ragionamento su linux, si dice facilmente siano fuori della loro portata. Siamo ancora in abito FUD!

Speriamo nella diffusione di GNU/Linux? Riteniamo che numerosi sistemi siano già maturi? Pensiamo che sia spesso una questione di educazione? Allora smettiamola di fare cattiva informazione e cominciamo a fare la nostra parte con diligenza e obiettività, fatti alla mano e senza fare di tutte le erbe un fascio. Non sono le ideologie che cambiano il mondo, è l'informazione! Il controllo dell'informazione è da sempre lo strumento fondamentale per il controllo delle persone, abbiamo una SCUOLA, sede dell'informazione forse più importante per le nuove generazioni, e stiamo a tirarci a zappa sui piedi?

Io non capisco ma non mollo, ho le idee chiare e anche se mi costa tempo e fatica sono qui con voi a discutere, fiducioso che chi legge fa lo sforzo di capire.


A presto.
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